recensioni

Una maniacale quanto entusiasmante ricerca di un itinerario visivo

di Gianni Cerioli

 

dal Resto del Carlino - Edizione di Ferrara del 17/01/2010

...questo giovane artista ferrarese utilizza la penna Bic per comporre le sue grandi opere con la stessa forza che l’incisore usa nel trattare la lastra. I grandi rotoli di carta da scenografia hanno la misura standard di centocinquanta centimetri di altezza, mentre la lunghezza è determinata unicamente dal fare dell’artista, che traccia su di una quadrettatura a carboncino una prima bozza della forma. Tutto il resto è frutto di una maniacale quanto entusiasmante ricerca di un itinerario visivo di straordinario nitore in cui si mediano le istanze tassonomiche della ricerca dell’entomologo, le pulsioni sadiche di un bambino, che vuole esperire il limite della vita, e la libertà dell’artista, che nei percorsi del ductus della penna a sfera recita la catarsi della vita e della morte. Eppure ogni pezzo è un pezzo unico che racconta una sua storia: di incontro e di morte. Per questo motivo le didascalie che accompagnano le nove opere recano in epigrafe la fine di questo incontro…e se la farfalla è atterrata nella colla e la formica bruciata nel barbecue, il curculionide viene schiacciato da un triciclo, forse ben convinto a ripassarvi sopra.

La nuova personale di Marcello Carrà rivoluziona la nostra rassicurante visione del mondo degli insetti, che, un po’ come Gulliver tra i lillipuziani, trattiamo dall’alto in basso, gasiamo e sterminiamo con spietata determinatezza. E’ proprio partendo da questo fatto, per la maggior parte di noi assodato, che il nostro artista va all’avventura della sua poetica. Il grande formato diventa allora la rivendicazione di uno statuto ontologico di prorompente vitalità. L’ingrandimento fuori scala serve a far tornare in equilibrio il piatto della bilancia.