recensioni

Una strana anomalia

di Eva Beccati

Marcello Carrà è un ingegnere di Ferrara votato all’arte. Qualcuno con una battuta ha detto che solo un ingegnere poteva creare con precisione calligrafica opere quasi monumentali per le loro dimensioni e allo stesso tempo così minuziosamente descrittive nei dettagli e nei particolari. Senz’altro la formazione scientifica dell’artista ha contribuito alla realizzazione di soggetti che provengono dal mondo naturale e che sono tratteggiati con meticolosa perizia da una penna a sfera su semplici fogli di carta. Ma c’è anche qualcosa di più personale nella scelta dell’artista: attratto sin da bambino dagli insetti nel giardino di casa, approda alla loro rappresentazione grafica dopo più di un decennio di lavori a olio, di ispirazione per lo più surrealista e metafisica. La rappresentazione così realistica di questi animali, tale da farli sembrare usciti da un Museo di Storia Naturale (dove peraltro l’artista ha esposto), suscita una forte carica simbolica quasi ci trovassimo di fronte a una imbalsamazione grafica. 

Tutto ha il sapore di una strana anomalia: non solo le dimensioni di questi insetti, ma il grande fascino che promana dalle opere, ci ricorda come, nel passato, a questi animali, apparentemente fragili ma anche così resistenti, siano state attribuite proprietà sacrali e divine. L’aspetto ambiguo della bellezza di questi esseri, la contraddizione tra la loro resistenza e la loro fragilità, l’assoluto anonimato e l’indifferenza in cui vivono e muoiono, hanno ispirato Carrà a una sorta di riscatto, ma anche a un parallelismo tra la loro condizione e quella umana. Non a caso parte integrante delle opere sono una serie di epitaffi, in cui si celebra la morte, accidentale o meno, degli insetti rappresentati, quasi a volerli strappare al silenzio e all’oblio.

Supporto grafico, inusuale ma di grande effetto, è senz’altro la penna a sfera con cui l’artista conduce i propri lavori, insieme al foglio di carta simbolo appunto di questa fragilità, come il tratto sottile dell’inchiostro nero usato senza disegni preparatori nella composizione delle opere.

Difficile intravedere dei modelli di riferimento per Carrà, se non forse in alcune vecchie tavole scientifiche che tuttavia non raggiungono i livelli di raffinata precisione propri invece di questo giovane artista.